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Lazio

La Tuscia

Il Lazio di tufo: necropoli etrusche, vie scavate nella roccia e un parco pieno di mostri di pietra.

La Tuscia è la parte del Lazio a nord di Roma, e ha poco a che vedere con il resto della regione. Il terreno è tufo, tenero e scavabile, e per tremila anni chi ci ha vissuto lo ha bucato: tombe, cantine, strade, case. Il risultato è un paesaggio dove il costruito e il cavato si confondono.

Gli etruschi ci hanno lasciato due necropoli patrimonio dell'Unesco. Cerveteri è un quartiere di tumuli con le strade, e ci si cammina dentro come in un paese. Tarquinia è l'opposto: si scende sottoterra in camere dipinte con banchetti, danze e pesci, che hanno duemilacinquecento anni e i colori ancora accesi.

Le vie cave e i paesi

Fra Sutri e Blera il tufo è tagliato da corridoi profondi fino a venti metri e larghi due, scavati dagli etruschi e usati per secoli come strade. Si percorrono a piedi, all'ombra, con le pareti coperte di muschio. Intorno ci sono paesi che stanno sopra speroni isolati: Civita di Bagnoregio è il più famoso, e si raggiunge solo su un ponte pedonale.

Bomarzo

Nel Cinquecento un principe fece scolpire nel bosco, direttamente nella roccia affiorante, un orco con la bocca spalancata, un elefante che stritola un soldato, una casa costruita storta. Il Parco dei Mostri non assomiglia a nessun altro giardino italiano ed è uno dei pochi posti dove i bambini si divertono più degli adulti.